La Serie A in formato spezzatino

pubblicato il 25/06/2021 in News
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L’Italia, complici le avversarie non proprio irresistibili nel girone, si è qualificata per gli ottavi di finale degli Europei, ma mentre l’attenzione dei tifosi è rivolta agli azzurri da più parti sembra prendere il via una ribellione contro il pallone. Tutto nasce dalla proposta di Dazn di distribuire le dieci partite di ogni turno di campionato di Serie A in dieci orari differenti: il cosiddetto spezzatino, insomma, per il quale non dovrebbero esserci più match in contemporanea ma incontri spalmati in tre giorni. Ciò ha destato preoccupazioni, tra l’altro, fra i dirigenti delle federazioni degli altri sport, da sempre costretti a fare i conti con la concorrenza del calcio.

La protesta del basket

Gianni Petrucci è stato uno dei primi a farsi sentire: già presidente del Coni, uomo per tutte le stagioni e attualmente presidente del basket, si è rivolto con una missiva ufficiale a Valentina Vezzali, ex schermitrice piena di medaglie d’oro olimpiche in bacheca e attualmente sottosegretario allo Sport. Per il momento Petrucci non ha ottenuto alcuna risposta, ma ciò non vuol dire che sia sul punto di demordere, anzi. Quali sono le sue preoccupazioni? Il fatto è che il calcio intende occupare in maniera quasi dittatoriale tutti gli spazi a disposizione. Anche se si tratta del primo sport del nostro Paese, sarebbe auspicabile che il governo intervenisse, ovviamente nei limiti delle proprie facoltà.

Che cosa chiede Petrucci

Ecco spiegato il motivo per il quale l’ex numero 1 del Coni ha scritto alla Vezzali, sottolineando come un eventuale campionato spezzatino si rivelerebbe impossibile da sopportare per gli altri sport, che quindi hanno bisogno di essere tutelati. Certo, vien da chiedersi che cosa possa temere un big march del campionato di basket da uno Spezia-Salernitana, ma evidentemente Petrucci non ci sta, e parla senza mezzi termini di una situazione assurda e grave al tempo stesso. La sua pretesa è che il governo intervenga per impedire ai presidenti di stabilire in maniera autonoma il calendario della Serie A. Secondo Petrucci, anche il calcio dei dilettanti sarebbe poco favorevole al campionato spezzatino.

Che cosa attendersi dal futuro

Per il momento il presidente della Figc si sta occupando degli Europei e delle polemiche sorte dopo che alcuni azzurri non si sono inginocchiati per protestare contro il razzismo prima della partita con il Galles, ma secondo le indiscrezioni egli non sarebbe favorevole alla proposta di una Serie A fatta a pezzi, con dieci match in dieci orari differenti. La situazione interna alla Lega Calcio, invece, è contraddittoria, ma per ora la decisione è stata rinviata. Ci sono alcuni presidenti che si accontentano di come tutto va adesso, mentre altri desiderano più denaro. Anche Giovanni Malagò è stato chiamato in causa da Petrucci, che per altro ha da poco votato per la sua rielezione ai vertici del Coni.

Una questione di soldi

Ovviamente tutto gira attorno ai soldi, ed è a quelli che mirano gli sport minori. Quando Petrucci era presidente del Coni, il denaro dei diritti televisivi provenienti dal calcio erano stati redistribuiti alle altre federazioni grazie alla legge Melandri, in seguito diventata legge Pescante. Quella legge, però, ora non è più in vigore, e da tre anni la pallacanestro non riceve denaro, pur reclamando un milione di euro per ogni anno. Per Petrucci, una possibile soluzione sarebbe quella di ridare al Coni il suo ruolo di un tempo, per evitare il riproporsi di tali anomalie, così che tutti gli sport possano essere tutelati contro il dilagare della cultura del pallone.

Umberto Gandini, dal calcio al basket

Sulla stessa linea d’onda si colloca Umberto Gandini, che con i risultati delle partite di calcio ha avuto a che fare per tanti anni, visto che proviene dal mondo del pallone; adesso, però, è il presidente della Lega Basket e quindi si trova dall’altra parte della barricata. Per Gandini, qualora al calcio venissero dedicate dieci finestre differenti, per gli altri sport come il basket ci sarebbe poca visibilità. Il danno sarebbe per tutti, perché con il calcio presente in televisione in dieci momenti differenti avrebbe poco senso prevedere una controprogrammazione basata su un altro sport. Come dire: Olimpia Milano-Virtus Bologna potrebbe attirare meno persone di Cagliari-Sassuolo. Ma siamo sicuri che la colpa sia davvero del calcio?

Il parere del volley

In effetti, come ha già messo in evidenza il presidente della Lega Volley Massimo Righi, già parlare di spezzatino televisivo vuol dire essere prevenuti e considerare la questione come un problema. La diversificazione degli orari riduce la concorrenza interna e fa sì che una singola partita possa avere più visibilità. Non è un caso che il campionato di pallavolo abbia già messo in atto questa situazione da molto tempo, anche per andare incontro alle esigenze della programmazione digitale e lineare e permettere ai tifosi di scegliere.