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Ceter: "Non sono il tipico 9, voglio lasciare il segno"

Stagno: "Attendiamo il visto lavorativo, normali procedure burocratiche: domenica Ceter non sarà a disposizione"

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Damir Ceter è ufficialmente un nuovo giocatore del Cagliari. Sta per iniziare la conferenza stampa di presentazione.

Amici sportivi buon pomeriggio dalla sala stampa della Sardegna Arena, tra poco si comincia.

Ricordiamo che il colombiano classe 1997 ha firmato un contratto che lo legherà al Cagliari fino al 2022.

Tutto pronto, si inizia. Restate con noi.

Parla Stagno, segretario sportivo del Cagliari:

Con i giocatori  extracomunitari serve un visto lavorativo che viene rilasciato dal governo italiano ma deve essere ritirato in Colombia all'ambasciata,  quindi deve andare lui li.  Ha firmato ieri il contratto. 

Una volta ritirato il visto il giocatore può tornare qui e fare il permesso  di soggiorno. 

La federazione  italiana permette che il ragazzo stia qui a patto che abbia un contratto di lavoro e questo vale per tutti i lavoratori extracomunitari. Ovviamente  tutta questa procedura necessiterà di un po' di tempo,  perché non siamo coinvolti solo noi.

Decisamente non sarà  a disposizione per domenica".

Ecco Ceter

L'ultima partita l'ho giocata con l'independiente de santa fé contro una squadra di Bogotà e abbiamo pareggiato nel luglio 2017.

Si è iniziato a parlare di trasferirmi qua qualche settimana fa.  Giocare in Europa è il sogno di tutti i bambini,  quindi ho detto subito di si.

Mi considero un giocatore potente,  rapido,  non sono il tipico "nove" che sta al centro dell'area di rigore.  Mi piace l'uno contro uno è partire da dietro.

Fisicamente  sto bene,  mi sto allenando regolarmente già  da dicembre con la squadra in cui stavo. Sono pronto. Ho giocato nell'under20 della mia nazionale. 

Conosco Ibarbo, non personalmente, ma non ho parlato con lui. Lo apprezzo e spero di dare al Cagliari qualcosa,  come ha fatto lui.

Ho Falcao come esempio, dal punto di vista del gioco che come persona,  è una persona che ammiro e in Colombia  è un idolo,  ha trascinato la nazionale ai mondiali.

Gregorio Perez ha allenato qui ed è stato anche il mio allenatore all'Independiente e mi ha detto che la squadra è adatta a me,  mi ha detto che anche l'ambiaente e le persone sono il massimo.

Muriel o Falcao?  Come giocatore credo di assomigliare più a Miriam,  perché  parte da dietro e costruisce le azioni da gol.

Non ho giocato da luglio a dicembre perché ho avuto un infortunio al menisco, operato in artroscopia,  e ho avuto bisogno di tempo per recuperare a livello fisico e mentale per cercare di tornare al meglio.  Il campionato poi stava finendo quindi hanno deciso di lasciarmi a riposo per recuperare.

Arrivare in Europa per me è un passo molto importante,  come per tutti i giocatori sudamericani, e per me il fatto di dover lottare per la salvezza non è un passo indietro,  anzi.  Qui voglio crescere e migliorarmi.

Ho un diploma e per la mia famiglia è un orgoglio il fatto che io sia arrivato qua.  Ho quattro fratelli.

Ieri ho visto la partita e ho potuto ammirare Pavoletti che protegge la palla ed è bravo nel gioco aereo.  Adesso devo conoscere l'ambiente è i compagni,  la posizione non è un problema.  Poi il tempo dirà  se potrò  giocare.  Dei miei compagni conosco Van Der Wiel,  Pavoletti e Castan: il mio obiettivo è ambientarmi in fretta e ricambiare la fiducia.

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