Cagliari, pregi e difetti della gara contro il Sassuolo

Cosa è andato e cosa invece no nel pari contro il Sassuolo

pubblicato il 19/07/2020 in La Lavagna Tattica da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias

Contro il Sassuolo si è visto un Cagliari a due facce. Dopo un primo tempo horror, nel momento più difficile, l'orgoglio dei rossoblu è venuto fuori grazie anche alla garra dei singoli (Nandez e Rog su tutti) e in 10 contro 11 i sardi hanno portato a casa un punto tutto sommato meritato, con Joao Pedro che finalmente è tornato al gol, levandosi di dosso qualche ragnatela.

Analizziamo cosa è andato e cosa invece no nella gara della Sardegna Arena.

Pregi

La reazione del Cagliari, dopo l'espulsione di Carboni, ha un che di inaspettato. Dopo un primo tempo disastroso, in pochi ci avrebbero creduto. E invece, piano piano, i sardi hanno macinato gioco e sono ripartiti, trovando con un paio di passaggi l'azione che ha portato al pareggio. Una prova di cuore e orgoglio che, senza Nainggolan, fa capire che questa squadra, anche giocando male, non molla mai. Contro la Sampdoria è mancato proprio questo, la reazione, contro il Sassuolo c'è stata e non era scontata.

Joao Pedro è tornato a segnare su azione, non accadeva da prima del Covid, e adesso per l'attaccante brasiliano sono 18 le reti in campionato. Un digiuno spezzato grazie alla rete insperata che ha rimesso le cose in equilibrio. Se parliamo di prestazioni però, non può non venire in mente quella di Nandez. El Leon è il giocatore più in forma dell'undici di Zenga un questo momento, le sue sgroppate e i suoi recuperi sono l'arma di scorta di questo Cagliari.

Difetti

Prima del gol di Joao, è andato tutto storto. Oltre l'espulsione di Carboni, viziata ancora, come contro l'Atalanta, da un fallo di inesperienza, la strada è stata tutta in salita. Inutile nasconderlo, si è visto un Cagliari desolante per oltre un'ora, uno dei più brutti della stagione. Da una parte il Sassuolo, una squadra venuta alla Sardegna Arena per imporre il proprio gioco e le idee di De Zerbi, dall'altra invece una formazione totalmente slegata, priva di comunicazione tra i reparti, che non sapeva davvero dove andare a sbattere per costruire un'azione in croce.

Eccetto qualcuno, oltre mezza squadra era sulle gambe e faceva fatica a recuperare palloni e posizioni, il Sassuolo correva poco e lo faceva bene, che serva di lezione ai rossoblu.

Zenga non ha avuto il tempo necessario per lavorare con tranquillità con i suoi ragazzi, ma finora non ha ancora inciso in profondità nelle teste dei suoi per quanto riguardo la manovra e il tipo di gioco. In una cosa però è stato bravo: ha infuso una mentalità combattiva che il Cagliari sembrava aver perso, e senza quella anche ieri sarebbe arrivata una sconfitta.