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Cagliari, la lunga lista delle attenuanti da non scordare

Attacco e difesa corti, ricambi non all'altezza e tanti assenti gli ostacoli maggiori

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Seconda sconfitta di fila, dopo una striscia di imbattibilità che prima della Lazio durava da 13 partite. Un punto in tre gare, 13 reti subite nelle ultime 6, con la porta che non rimane inviolata dal match contro l’Atalanta, un mese e mezzo fa.

I numeri ultimamente non sorridono a questo Cagliari, che, pur rimanendo in zona Europa, sembra aver perso lo smalto dei giorni migliori. La prestazione con la Fiorentina è solo un lontano ricordo, ora la squadra tutta sta pagando la stanchezza di un cammino che fino a qui ha dell’incredibile. Le attenuanti però non mancano di certo.

Il club rossoblu, avendo sempre avuto come obiettivo la salvezza, non dispone di una rosa così profonda da poter far ruotare a piacimento gli 11 titolari, a differenza di altre squadre che lottano abitualmente per un posto tra le prime sei. In difesa i centrali sono sempre quelli dal 3-2 col Bologna (otto partite): Klavan-Pisacane. Dalla gara di Udine (e non solo) si sono notati evidenti cali di forma, soprattutto per quanto riguarda l’estone, ma Luca Ceppitelli è ancora indisponibile per il problema al piede e Walukiewicz è troppo acerbo. E con Pisacane che salta la Juventus, la situazione si fa ancora più drastica. Lì davanti lo stesso problema, con il duo Joao Pedro-Simeone ininterrottamente in campo dalla seconda giornata di campionato. Davanti l’attacco è corto, e Cerri e Ragatzu restano solo due alternative da buttare dentro a match in corso, e non due possibili titolari.

Solo a centrocampo si respira un’aria diversa, con un ventaglio di soluzioni vasto e di una certa qualità. Nainggolan l’unico intoccabile, mentre gli altri possono benissimo darsi il cambio tra loro, come dimostrato nell’arco di questa stagione. Ma contro l’Udinese la differenza l’hanno fatta gli assenti: con Castro ai box da un paio di settimane e Nandez squalificato, Maran è stato costretto a pescare quello che gli restava dal mazzo. Caso identico con la Lazio, quando mancava sempre il Pata più Rog, e si è visto nel finale che i cambi non sono stati all’altezza di quelli biancocelesti, come ribadito da Giulini nel post partita.

Situazione portiere: Cragno torna a gennaio, intanto la buona notizia è che Olsen ha finito di scontare i turni di squalifica, per cui a Torino ci sarà, ma in queste ultime quattro gare il Cagliari ha giocato con Rafael, la sua terza scelta. Non ce ne voglia l’estremo difensore brasiliano, serissimo professionista e molto legato alla maglia sarda, però da quando c’è lui tra i pali si sono incassati almeno due gol a partita. D’altronde 37 primavere non sono poche, e la sicurezza che trasmetteva il suo compagno di reparto svedese era decisamente un’altra cosa.

La fascia destra ha risentito poi dell’assenza di Cacciatore, anche lui non più giovanissimo, e con Faragò adattato e Mattiello che per ora ha fatto più minuti in infermieria che in campo i problemi si notano.

Le tante assenze, una difesa e un attacco spuntati, i ricambi non all'altezza sono gli ostacoli interni che dovrà affrontare il Cagliari da dopo la sosta, e in questo periodo sono state anche le sue attenuanti. Fortuna che a gennaio ci sarà il mercato di riparazione, e la piazza si aspetta un investimento importante da parte della società per continuare a sognare in grande.

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