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Il cinismo prima di tutto

Contro l'Hellas il Cagliari non ha messo in campo la sua arma principale

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Stavolta è venuto a mancare proprio il cinismo. In una gara sporca, con però diverse occasioni, il Cagliari ha sciupato più palle gol contro il Verona di quanto fatto forse nell'intero campionato.

Solitamente infatti i rossoblu ci avevano abituato a un gioco con poche azioni chiave, ma quelle create il più delle volte andavano finalizzate. Contro gli scaligeri invece sono stati diversi i momenti in cui la gara poteva girare a favore degli isolani, ma i ragazzi di Maran non ne hanno approfittato.

Quel sano cinismo ammirato con Parma, Genoa e soprattutto Napoli non si è visto, e i sardi stavolta hanno fatto la parte della squadra sciupona che a fine match si mangia le mani per le chance avute.

Che serva di lezione dunque l'incontro della Sardegna Arena per capire l'importanza del saper capitalizzare le occasioni create, specialmente nei momenti chiave, quando il pallone scotta e serve gente lucida che lo butti dentro.

Tra Simeone, Rog e compagnia i rossoblu almeno un una frazione potevano (e dovevano) azzannare la preda, ma invece hanno rischiato di tramutarsi a loro volta in gazzelle, perché gli avversari prima o poi pareggiano, vedi Faraoni, attuando una delle leggi non scritte del calcio: gol sbagliato, gol subito. E si è sfiorato pure il vantaggio-beffa.

Alla base di tutto sta il cinismo, il Cagliari se lo ricorda perché fino alla gara con l'Hellas era stata la sua arma migliore, e la sensazione è di aver buttato una partita importante per morale e classifica, quando serviva proprio quel maledetto cinismo.

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